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https://www.um.edu.mt/library/oar/handle/123456789/87515| Title: | Riflessioni del Secretum nel Canzoniere di Francesco Petrarca |
| Authors: | Borg, Therese (2008) |
| Keywords: | Petrarca, Francesco, 1304-1374 Petrarca, Francesco, 1304-1374 -- Criticism and interpretation Italian literature Poetry |
| Issue Date: | 2008 |
| Citation: | Borg, T. (2008). Riflessioni del Secretum nel Canzoniere di Francesco Petrarca (Bachelor’s dissertation). |
| Abstract: | La produzione letteraria sia in latino sia in volgare era in auge nel Trecento e cominciava a delinearsi, con Dante, Petrarca e Boccaccio, il volgare a fianco della lingua latina. Loro hanno coscientemente realizzato una koiné letteraria e culturale. Marazzini definisce la Commedia di Dante, il Canzoniere di Petrarca, e il Decameron di Boccaccio, una << triade giustamente celebrata >>, perchè le opere erano nettamente superiori a tutte le altre opere letterarie composte contemporaneamente o anteriormente da altri uomini di lettere. L'affermazione del fiorentino nella produzione letteraria derivava dal fatto che la medesima lingua avvicinava molto quella latina e pertanto questa affinità favorì il trionfo dello scritto fiorentino. Rispetto alle altre parlate italiane il toscano occupava una posizione cardine, e di conseguenza si diffuse sia nella parte settentrionale sia nella parte meridionale della Penisola, benché I'Italia fosse ancora politicamente frammentata. L'alta qualità dell'attività letteraria contribuì all'affermazione del fiorentino che fu l'unico dialetto a standardizzarsi grazie agli intellettuali che lo coltivavano, facendosi una koine per gli scrittori dell' epoca. Nel tardo Trecento e nel Quattrocento confluivano alcuni umanisti ispirati dal Petrarca che producevano dei componimenti in lingua volgare che non avevano precedenti nei secoli anteriori. Si trattava di una componente umanistica introdotta dal Petrarca nella quale si figura una commistione di emozioni religiose e profane. Francesco Petrarca è quindi ii capostipite della poesia laica e della scoperta della soggettività. Ciò lo rende nettamente distinto dal resto della triade, in particolar modo da Dante, poichè nella Divina Commedia persiste una concezione medievale, fideista. |
| Description: | B.A.(HONS)ITALIAN |
| URI: | https://www.um.edu.mt/library/oar/handle/123456789/87515 |
| Appears in Collections: | Dissertations - FacArt - 1999-2010 Dissertations - FacArtIta - 1969-2010 |
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|---|---|---|---|---|
| B.A.(HONS)ITALIAN_Borg_Therese_2008.PDF Restricted Access | 2.78 MB | Adobe PDF | View/Open Request a copy |
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